Caratteri naturalistici

Regioni macroclimatiche

Le grandi formazioni geologiche  

Punti di interesse idrogeologico

Regioni macroclimatiche

In generale, il territorio del Parco gode di un clima tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde. Nelle regioni costiere le condizioni climatiche sono mitigate dalla brezza marina, ma anche nelle zone interne raramente le temperature massime e minime raggiungono valori elevati.
Il territorio del Parco trae vantaggio, oltre che dell’esposizione sul mar Tirreno, della presenza di ampie e profonde valli, che dalle pianure litoranee si incuneano fra le montagne facilitando la penetrazione degli influssi di origine marittima. Tuttavia, condizioni di semicontinentalità, caratterizzate soprattutto da inverni più rigidi, sono proprie di alcune zone più interne, nelle quali i rilievi agiscono da barriera climatica.

Studi di settore evidenziano nel territorio del Cilento la presenza di due regioni macroclimatiche: quella mediterranea e quella temperata.

Il clima della regione mediterranea, ampiamente diffuso nel territorio del Parco fino a 600 m s.l.m. ed in prossimità della costa, ma presente anche nelle zone più interne, è caratterizzato da inverni e autunni miti e umidi e da estati calde e asciutte; la temperatura media del mese più caldo è generalmente compresa tra i 22‐28°C. La vegetazione mediterranea tipica, il cui sviluppo massimo coincide con la primavera, è rappresentata dal bosco sempreverde e dalla macchia mediterranea Essa è per lo più di tipo xerofilo, cioè adatta all’aridità stagionale.

La regione temperata è invece diffusa nel territorio mediamente a quote superiori a 600‐800 metri ed è prevalentemente costituita da una variante di tipo oceanico, con piogge frequenti in tutte le stagioni, inverni miti ed estati fresche senza grandi escursioni termiche. Al suo interno possiamo riconoscere una variante definita “submediterranea” o “di transizione”, caratterizzata da una marcata riduzione delle precipitazioni nei mesi estivi e considerata appunto come un ambito di transizione dalla regione temperata a quella mediterranea.

Le grandi formazioni geologiche

Nel Cilento la complessità delle strutture litologiche, geomorfologiche e climatiche è la causa di una notevole eterogeneità ambientale.

Nell’area del Parco sono presenti grandi complessi litologici: il complesso carbonatico che si estende su gran parte della sezione sud-orientale del Parco; Il complesso arenacio-conglomeratico presente con grandi estensioni specialmente nei territori di Vallo della Lucania, Stio e in parte dell’entroterra del golfo di Policastro; il complesso argilloso-marnoso presente nella sezione orientale del Parco ed in particolare nel territorio di Pisciotta dove è presente una vasta area in frana; il complesso clastico che si pone tra i tre precedenti complessi e tra questi ed il mare.
Particolare rilevanza, specialmente nelle aree argillo-marnose, presenta la stabilità dei versanti con il relativo rischio di franosità: nell’area Parco ben il 75% dei versanti argillosi è interessato da fenomeni franosi.

Le Grotte

Il sistema dei corsi d’acqua del Parco presenta numerosi elementi di rischio come alluvioni, esondazioni ed erosioni; queste ultime si riscontrano specialmente negli alvei montani ed in particolare in quelli litologicamente più deboli, dove si possono determinare dissesti dei versanti con conseguenti forme di trasporto di materiale solido a valle con effetti distruttivi.

Le grotte e le aree di interesse idrologico si ritrovano nelle formazioni carbonatiche e sono il risultato di forme di erosione carsica che si verificano, in particolare, nelle aree di Petina, Sant’Angelo a Fasanella, Polla, Laurito e lungo il corso del fiume Bussento. Le numerose grotte costiere si riscontrano lungo le coste alte tra Palinuro, Camerota e San Giovanni a Piro.