Nell’ambito del progetto “BENI CULTURALI E SVILUPPO LOCALE NELLE AREE INTERNE DEL CILENTO” – D.D.R. n. 77 del 22.06.2016 REGIONE CAMPANIA – su incarico del Consorzio “Osservatorio dell’Appennino meridionale”, si procede alla ricognizione delle fonti normative che disciplinano il settore dei beni culturali nella specifica area interna del Cilento.

Al fine di meglio assicurare lo scopo della ricerca assegnata, si ritiene necessario fare una breve premessa di metodo.

Nell’ambito della disciplina dei beni culturali convivono plurime fonti normative che rimettono a diversi soggetti pubblici la gestione degli stessi – intesa in termini di tutela e valorizzazione – dando vita ad un sistema regolamentare complesso e generando, non di rado, conflitti di competenza che, al fine di tracciare i confini dell’azione di ciascuno di essi, hanno sollecitato l’intervento dirimente degli organi giurisdizionali.

Accanto ai soggetti pubblici si pongono poi diverse realtà “miste” – che vedono la partecipazione, formalmente paritaria, di enti pubblici e soggetti privati – con un ruolo particolarmente attivo nell’ambito della promozione della cultura locale; allo stesso modo, si deve registrare la presenza di soggetti “ibridi” rappresentati dalle così dette società “in house” – ossia società formalmente private il cui capitale è totalmente o in maggioranza detenuto da soggetti pubblici titolari di funzioni pubbliche – il cui scopo precipuo è la valorizzazione, non solo in termini economici, del patrimonio culturale.

Entrambi questi fattori non rendono agevole la ricognizione della normativa vigente, essendo la normativa stessa oggetto di continua evoluzione e sollecitata anche dalle vicende di singoli ambiti che, talora, richiedono interventi specifici e settoriali.

Si ritiene pertanto di dover limitare l’analisi alle fonti che disciplinano il settore nel suo complesso, tralasciando le normazioni sub-settoriali e locali la cui “vita” è, in genere, di assai breve durata e la cui elencazione rischierebbe di essere poco interessante ai fini della presente ricerca.

Ciò detto, per una corretta analisi delle fonti normative nazionali, si ritiene adeguato un criterio di tipo gerarchico partendo dalla fonte suprema qual è il dettato costituzionale per poi passare all’analisi del Codice per la tutela dei beni culturali e del paesaggio – c.d. Codice Urbani – di cui al d.lgs. 42 del 22 gennaio 2004 (e successive modifiche e integrazioni) al fine di delineare l’ambito delle competenze della Regione e degli enti locali concludendo con la recente legge della Regione Campania n. 18 del 8 agosto 2014.

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