Il Fiume Calore Lucano o Salernitano, chiamato così per distinguerlo dall’omonimo Calore Irpino, nasce alle pendici settentrionali del Monte Cervati e finisce il suo corso come affluente di sinistra del Fiume Sele, non lontano dal Parco Archeologico di Paestum.

Il Calore ha una lunghezza di 70 Km interamente compresi nella provincia di Salerno; il suo bacino idrografico, che ha un’ampiezza di 780 Kmq, comprende numerosi affluenti, alcuni dei quali appartenenti al SIC “Alta Valle del Fiume Calore Lucano (Salernitano), come evidenziato nella cartografia.

Si tratta di corsi d’acqua a regime torrentizio; l’affluente più a nord è il Torrente Celline che confluisce nel Fasanella, mentre più in basso il Torrente Sammaro confluisce nel Ripita che, a sua volta, si innesta nel Torrente Fasanella che finisce il suo corso nel Fiume Calore.

Vale la pena di sottolineare che il punto panoramico riportato nella cartografia sul Torrente Sammaro è situato su un ponte di cemento ad arcata unica, alto 150 metri, realizzato alla fine degli anni Sessanta per collegare i due centri abitati di Sacco e Roscigno; dal ponte si accede ad un percorso di notevole interesse naturalistico che porta alle Gole del Fiume.

Il Calore ha una notevole importanza sia dal punto di vista idrografico che dal punto di vista paesaggistico e naturalistico; per lunghi tratti, il Fiume scorre lungo profonde incisioni scavate nella roccia calcarea, veri e propri canyon denominati “Gole del Calore”.

Partendo dalla sorgente, la prima Gola, lunga alcuni chilometri, si trova nei pressi del centro abitato di Piaggine, la seconda dopo Valle dell’Angelo, la terza nelle vicinanze di Laurino, la quarta ha inizio presso Magliano Nuovo (non visibile nella cartografia perché situato più in basso) e arriva fino alla località di Remolino, nel comune di Felitto, e la quinta, infine, si trova sotto la rupe a picco su cui sorge il centro abitato di Felitto.

*Si veda, per maggiori dettagli riguardo alle ultime due Gole, il SIC “Oasi di Remolino e Gole del Calore”.