Un primo nucleo abitativo si formò prima del XII secolo intorno alla chiesetta di S. Maria de strictu, vicino al fiume e al ponte sul Calore. Nella stessa zona sorse in seguito, prima del 1144, il monastero benedettino di S. Lorenzo de strictu, fondato forse dal Guaimaio conte di Capaccio che poi vestì il saio. Il nome del monastero, passato al vicino casale, conteneva un riferimento esplicito (de strictu, poi  de strata) alla viabilità di fondovalle che rivestì grande importanza nel corso di tutto il medioevo. Il Catalogo dei Baroni distingueva i possedimenti di sanctum Lurentium dal feudo di Castellum Lurentii.  Federico II tolse all’abbate del monastero la potestà sul casale, ma Carlo d’Angiò riconfermò tutti i i diritti perduti. Alla fine del XIII secolo le terre di Castel S. Lorenzo risultavano divise in due tra il feudatario locale e l’abbate benedettino che mantenne la giurisdizione civile. Nel 1497 il monastero perse la prerogativa e tutto il territorio venne venduto ai principi Carafa che lo tennero fino all’eversione della feudalità. Dalla metà circa del ‘500 il monastero fu trasformato in commenda, fino agli inizi del ‘700 quando il vescovo di Capaccio si riprese, con la forza, la giurisdizione spirituale. Il cimitero moderno ha inglobato, distruggendolo, quanto restava del convento (affreschi del XII secolo, lastre delle sepolture degli abbati, la trascrizione della bolla di Celestino III del 1199 all’abbate Pietro). Il tessuto edilizio più antico del borgo cresciuto sul colle a occidente degli insediamenti di fondovalle è andato in gran parte perduto: alcune torri medievali, forse di epoca angioina, e il palazzo dei Carafa sono stati assorbiti dalle superfetazioni architettoniche anche in epoca recente. Moderna è anche la veste delle chiese che non risalgono più indietro del XVIII secolo.