Praterie pseudo steppiche alternate a sistemi agricoli estensivi

Formazioni vegetali tipiche delle aree soleggiate, costituite da praterie in cui prevalgono le essenze erbacee xerofile (soprattutto l’ampelodesma (Ampelodesma mauritanicus Poir., T.Durand & Schinz), adattate a vivere in ambienti soggetti a lunghi periodi di siccità, alternate a superfici destinate all’agricoltura di tipo estensivo caratterizzata da prati permanenti e pascoli. I sistemi agricoli sono basati prevalentemente su colture cerealicole, tra le quali il  grano duro e tenero (Triticum durum Desf., Triticum aestivum L.), e colture arboree tra cui  l’olivo (Olea europea L.), la vite (Vitis vinifera L.), il fico (Ficus carica L.).

  

ampelodesma

Nome botanico: Ampelodesmos mauritanicus (Poir., T.Durand & Schinz)
Famiglia: Graminacee
Nome inglese: Mauritania grass

Il nome deriva dal greco ampelos “vite” e desmos “legame”, pianta per legare la vite.

L’ampelodesma è una pianta erbacea perenne che può arrivare a 1/2 metri d’altezza. Colonizza le praterie tipiche dell’area mediterranea formando zone dette ampelodesmeti. Grazie alla rapidità di ripresa dopo il fuoco, la diffusione di questa specie è molto ampia. Essa costituisce, infatti, praterie secondarie che sostituiscono diverse tipologie di vegetazione in cui gli incendi sono molto frequenti.

Presenta foglie resistenti, ruvide e lunghe fino a 1 metro, con margine tagliente. Il fusto, lungo e robusto, porta all’apice spighette che formano una pannocchia ramificata.

grano

Nome botanico: Triticum durum Desf (grano duro), Triticum aestivum L. (grano tenero)
Famiglia: Graminaceae
Nome inglese: Wheat

Il nome Triticum deriva dal greco tritum “battuto”, per l’usanza di battere il frumento per separare il chicco dalla spiga.

Il grano è stato coltivato sin dall’era neolitica nell’area geografica della Mezzaluna Fertile tra il Tigri e l’Eufrate. Da qui è stato poi portato in tutto il mondo.

È una pianta annuale con l’apparato radicale fascicolato, formato da numerose radici a sviluppo uniforme, il fusto eretto (culmo) costituito da nodi e internodi; ad ogni nodo è inserita in posizione alterna una foglia lineare, lanceolata con la guaina che avvolge il culmo. L’altezza della pianta è variabile e dipende dalla specie e dalla varietà (da 1 metro nelle varietà più moderne, a 1,50 o più in quelle più antiche). L’infiorescenza è una spiga che a maturazione porta i frutti, cariossidi (chicchi).

Al genere Triticum appartengono molte specie ma quelle più importanti sono il T. durum (grano duro) e il T. aestivum (grano tenero), generalmente utilizzati per preparare rispettivamente la pasta e il pane.

Nel passato venivano coltivate nell’area cilentana alcune varietà di grano duro (Saragolla) e tenero (Carusedda o Carosella, Risciola) che stavano per scomparire. Oggi i “grani antichi” sono stati recuperati e rimessi in coltivazione per ottenere prodotti di pregio tradizionali, utilizzando mulini a pietra e lievito madre.

Il ciclo di coltivazione del grano si svolge nel periodo autunnale-primaverile. La semina si effettua in autunno e la raccolta a fine primavera/inizio estate quando le cariossidi hanno raggiunto la maturazione piena.

 

OLIVO -  L’albero del mediterraneo

Nome botanico: Olea europea L. Famiglia: Oleaceae
Nome dialettale: auliva
Nome inglese: olive tree

L’olivo è un albero molto longevo ed infatti è possibile trovare individui millenari. Originario dell’Asia, è conosciuto fin dall’antichità; rappresenta l’albero mediterraneo per eccellenza.

E’ un albero sempreverde, con radice principale a fittone profondo e radici avventizie più superficiali ma ben ancorate al terreno, e può arrivare fino a 10/15 metri di altezza. Il tronco è espanso, nodoso, spesso cavo con rami che si espandono verso l’alto formando una chioma densa, corposa grigio-argentea. La corteccia è grigio-verde. Le foglie si formano sul ramo dalla primavera all’autunno, sono di colore verde opaco nella pagina superiore invece più argenteo in quella inferiore. Hanno forma lanceolata, acuminate alla punta, coriacee, semplici e opposte. I fiori bianco- giallino a forma di imbuto sono raccolti in piccole pannocchie all’ascella delle foglie. I frutti sono drupe carnose con buccia sottile,  ovoidali (olive) di colore che varia dal verde al nero violaceo a maturazione, con nocciolo legnoso e polpa oleosa. La maturazione avviene in autunno.

Dalle drupe, per spremitura, si estrae l’olio, alimento principe della dieta mediterranea.

L’olivicoltura da secoli interessa il territorio cilentano rappresentando una importante risorsa per la popolazione. Le varietà maggiormente rappresentate sono Rotondella e Salella oltre a Pisciottana, Ogliarola, Frantoio e Leccino. L’olio prodotto ha avuto il riconoscimento come Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) Cilento, è di colore giallo paglierino, dal gusto dolce con note appena percettibili di amaro e piccante. Ha un lieve sentore fruttato con note di mela e foglia verde.

CURIOSITA’ E USI

Il nome deriva dal greco oleia -“olivo”.

L’oliva salella ammaccata del Cilento è Presidio Slow Food, La varietà Salella matura un pò prima delle altre e viene utilizzata per preparare le “olive ammaccate”. Si scelgono le olive più polpose ma ancora verdi, si ammaccano con una pietra e si denocciolano una per una. Poi si immergono in acqua per 4/-5 giorni, avendo cura di cambiare l’acqua ogni giorno. Trascorso il tempo si mettono in una salamoia preparata con acqua, sale, alloro, finocchietto selvatico per alcuni giorni. Infine si scolano bene e si conservano ben pressate in un barattolo con origano, aglio e olio

Le foglie di olivo sotto forma di infuso o tintura madre hanno proprietà antisettiche, astringenti, ipotensive ad azione calmante L’olio d’oliva è molto usato in cosmesi per la preparazione di creme, saponi, lozioni per la ricchezza in vit. E con attività antiossidante e nutriente. Gli scarti della potatura si possono utilizzare per tingere i tessuti ottenendo un bel giallo olio.

vite

Nome botanico: Vitis vinifera L.
Famiglia: Vitaceae
Nome in inglese: Grapevine

Il nome deriva dal latino vitis “tralcio”, l’epiteto vinifera deriva dal latino vinum e fero ”portare”, dunque pianta che porta frutti usati per vinificare.

La vite è una pianta arborea rampicante che per crescere si attacca a vari tutori (sostegni) mediante i viticci. Dal fusto si dipartono numerosi rami, detti tralci. Le foglie, a forma di cuore, sono palminervie, formate da cinque lobi principali più o meno profondi; esse costituiscono un elemento diagnostico molto importante per il riconoscimento dei tipi di vitigno. I frutti sono bacche (acini) contenenti i semi (vinaccioli) e sono di forma e colore variabili: gialli, viola o bluastri, raggruppati in grappoli.

Tra gli antichi vitigni del Cilento bisogna citare l’Aglianicone, portato in Italia con molta probabilità dai Greci. È stato considerato in passato una variante del più noto Aglianico; in realtà è più vicino al Ciliegiolo ed è imparentato con il Montepulciano. Attualmente è oggetto di ricerca per ottenere un vino di qualità.

 

fico

Nome botanico: Ficus carica L.
Famiglia: Moraceae
Nome inglese: Figs

Il nome deriva dal greco sykon “fico”.

Il fico è un albero a foglie caduche con tronco nodoso e ramificato e corteccia liscia di colore grigio. Le foglie sono alterne, palminervie (con le nervature principali disposte come le dita di una mano) con superficie ruvida e margine dentato di colore verde scuro nella pagina superiore, ricoperte di peluria in quella inferiore. I fiori sono piccolissimi e racchiusi nel ricettacolo dal quale si origina l’infruttescenza commestibile (il fico), detta anche siconio, di colore verde o violaceo che contiene all’interno i veri frutti, piccolissimi. La maturazione dei fichi avviene in primavera/estate (fioroni) e a fine estate con frutti più piccoli ma più dolci. I fichi vengono consumati freschi o essiccati.

Si tratta di una pianta adattata a vivere in ambienti aridi, che cresce anche sui muri e sulle rocce fino agli 800 metri s.l.m.