Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli miste a percorsi sub steppici di graminacee

Questo habitat occupa ampie superfici nelle sezioni alte dei monti ed è formato da praterie aride e semiaride di piante erbacee, prevalentemente di piccola taglia, e da arbusti come la rosa canina (Rosa canina L.). Tali praterie sono il risultato di prolungati e profondi processi di degradazione che, a seguito del pascolamento, dell’abbandono di terreni prima coltivati e degli incendi boschivi, hanno portato alla progressiva scomparsa dell’originaria vegetazione arborea e arbustiva che le caratterizzava.

Tra la vegetazione erbacea predominano le graminacee, annuali e perenni, che rappresentano una componente importante dei pascoli. Tutte le piante sono caratterizzate da resistenza a condizioni ambientali di aridità. Sui margini delle aree boschive è possibile trovare la santoreggia (Satureja montana L.) e l’origano (Origanum vulgare L.).

 rosa canina

Nome botanico: Rosa canina L.
Famiglia: Rosaceae
Nome in inglese: Rosehip

Il nome Rosa canina deriva dal greco Kynosbetos: kynos “cane” e betos “arbusto spinoso”, con riferimento al fatto che si riteneva che le radici potessero essere utilizzate per curare la rabbia dei cani.

La rosa canina è un arbusto cespuglioso e spinoso, a foglie caduche, che cresce spontaneamente al margine dei boschi, nei prati, nei campi abbandonati, su cumuli di sassi, fino a un’altitudine di 1900 metri s.l.m. Ha rami pendenti con grosse spine; le foglie sono ovali, prive di peli e dentellate ai margini. I fiori, presenti da maggio a luglio, sono leggermente profumati e caratterizzati da 5 sepali* e 5 petali bianchi o rosati. I frutti (falsi frutti), detti cinorrodi, sono carnosi, a forma di pera, di colore rosso vivo e maturano in autunno.

*Sepalo: elemento che forma il calice di un fiore con caratteristiche simili a quelle delle foglie

santoreggia

Nome botanico: Satureja montana L.
Famiglia: Labiatae
Nome in inglese: Winter Savory

Il nome Satureja deriva dal latino satura “ciotola per legumi”, probabilmente perché era usata per insaporire i legumi, oppure dal greco satyros “satiro”, per la pelosità che richiama quella dei satiri.

La santoreggia è una pianta che cresce e si riproduce spontaneamente in posizioni soleggiate, fino a un’altitudine di 1300 metri s.l.m. Vegeta su terreni calcarei, rocciosi, aridi, ai margini di strade di montagna. La santoreggia è una pianta poliennale, cespugliosa, con aroma intenso. Presenta una radice a fittone, con fusto ascendente o eretto che arriva fino a 40 cm. Le foglie sono opposte, strette, lucide, bordate da peluria. I fiori sono bianco/rosati, profumati, piccoli e a forma di spiga. Fiorisce da luglio a settembre.

        

 

 

 

 

 

 

Origano

Nome botanico: Origanum vulgare L.
Famiglia: Labiatae
Nome in inglese: Oregano

Il nome deriva daoros “monte” eganao “splendore, meraviglia”, quindi splendore di montagna.

L’origano è una pianta erbacea spontanea che cresce nelle radure erbose e soleggiate fino alla fascia montana; ha il fusto eretto, ramificato, di colore rossastro, con foglioline opposte, ovali-lanceolate, con il margine liscio e il picciolo corto, ricche di ghiandole e con odore penetrante. I fiori sono raccolti in pannocchie poste alla sommità degli steli e possono essere di colore bianco o rosato, a seconda della varietà botanica. Il frutto è una capsula di colore scuro. Fiorisce in estate, da giugno ad agosto. Le foglie, i fiori e le porzioni apicali dei fusti vengono utilizzati per uso alimentare ed erboristico, oltre che per l’estrazione di olio essenziale.