Foreste a galleria

Si tratta di foreste i cui gli alberi, disposti sui due lati di un fiume a regime torrentizio, di un piccolo corso d’acqua o di una zona umida, giungono a toccarsi formando una vera galleria.

Sono boscaglie, spesso impenetrabili, la cui l’altezza varia tra i 2 e i 6 metri, con coperture sempre prossime al 100%. Esse formano la prima fascia di vegetazione legnosa lungo le rive dei fiumi, dove si stabiliscono su ciottolame e depositi alluvionali sabbiosi umidi, che affiorano al centro o al margine degli alvei. Le frequenti piene distruggono talvolta questi cespuglieti che, però, dimostrano una grande capacità di recupero grazie alla veloce riproduzione vegetativa.

La vegetazione è composta da specie arboree come il salice bianco (Salix alba L.) il salice rosso (Salix purpurea L.), il salice ripariolo (Salice eleagnos Scop.), il pioppo nero (Populus nigra L.), lontano nero (Alnus glutinosa L.), il sambuco, (Sambucus nigra L.).

Rilevante appare la presenza di specie lianose, in particolare l’edera (Hedera helix L.) e la vitalba (Clematis vitalba), mentre lo strato erbaceo è scarsamente rappresentato ed è costituito, per lo più, da specie ubiquitarie o nitrofile come l’ortica (Urtica dioica L.).

 salice

Nome botanico: Salix alba L.
Famiglia: Salicaceae
Nome in inglese: White Willow

Il nome Salix deriva dal greco e significa “vicino all’acqua”.

Il salice è un albero dal tronco eretto, con rami lunghi e ascendenti, che può arrivare anche ai 20 metri di altezza. La chioma è espansa, slanciata e molto folta, di colore biancastro, argenteo. Le foglie sono semplici, lanceolate, molto appuntite, lunghe, alterne e con margine seghettato. La corteccia è grigio-bruna, scura, con scanalature profonde. I fiori maschili sono a grappolo, lunghi, di colore giallo brillante mentre quelli femminili sono a grappoli sottili, di colore verde. Il frutto è una capsula allungata che si apre a giugno, lasciando cadere i semi a forma di bastoncini, muniti di peli lanuginosi.

salice rosso

Nome botanico: Salix purpurea L.
Famiglia: Salicaceae
Nome inglese: Purple Willow

Il nome Salix deriva dal greco e significa “vicino all’acqua”, l’epiteto purpurea deriva dal greco porphyreos “colore rosso porpora”, in riferimento al colore degli amenti e dei rametti.

Il salice rosso è un arbusto alto 3/4 metri, a portamento cespuglioso, con i rami giovani lucidi e glabri, di colore rosso porpora, che diventano grigio-bruni o grigio-giallastri a partire dal secondo anno; la corteccia è grigia, prima liscia poi screpolata. Le foglie sono lanceolate, oblunghe, acuminate, spatolate, lunghe dai 4 ai 12 cm, più lunghe che larghe, lucide e di colore verde scuro sopra, glauche e glabre sotto. I frutti sono capsule ovoidi che a maturità si aprono liberando moltissimi semi.

È una specie eliofila, mesofila* ed igrofila*, pioniera, tipica dei greti di fiumi e torrenti, dei suoli neutri, alluvionali, ciottolosi, sabbiosi o anche argillosi.

Il salice rosso forma sovente consorzi ripariali insieme al salice bianco e al salice ripariolo, in pianura e fino a circa 1500 metri di quota.

*mesofila: pianta che richiede una mediocre quantità d’acqua
*igrofila: pianta che vive in ambiente umido

salice ripariolo

Nome botanico: Salix eleagnos
Famiglia: Salicaceae
Nome inglese: Bitter Willow

Il nome Salix deriva dal greco e significa “vicino all’acqua”.

Il salice ripariolo è arbusto o albero che raggiunge mediamente l’altezza di 7/8 metri, talvolta arriva anche a 15 metri. I rami sono lunghi e sottili; quelli più giovani sono grigiastri e leggermente pelosi. Vive lungo fiumi e ruscelli, spesso anche nelle sabbie umide dei letti dei fiumi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pioppo nero

Nome botanico: Populus nigra L.
Famiglia: Salicaceae
Nome inglese: Black Poplar

Il termine populus potrebbe derivare da Arbor populi ”albero del popolo”, in riferimento al continuo movimento delle sue foglie il cui fruscio ricorda il vociare della folla. L’epiteto nigra è dovuto al colore scuro della corteccia e dei semi.

Il pioppo nero è una pianta a fusto eretto nodoso, molto ramificato, con corteccia profondamente lacerata, di colore bruno scuro. Ha foglie semplici, da triangolari a ovali, regolarmente dentellate sul margine.

È una pianta dioica, con infiorescenza maschile di circa 5 cm, rossastra, e infiorescenza femminile esile, lunga fino a 12 cm, giallo-verde. Appartiene ad una specie eliofila, mediamente termofila e particolarmente longeva; è amante di terreni permeabili, profondi e periodicamente inondati.

Fiorisce da marzo ad aprile; il suo ambiente ideale è costituito dai boschi ripariali.

 

 

 

 

 

 

 

ontano nero

Nome botanico: Alnus glutinosa L.
Famiglia: Betulaceae
Nome in inglese: Common Alder

Il nome Alnus deriva dal celtico al-lan “in prossimità di acqua”, l’epiteto glutinosa significa “ricca di glutine” in riferimento ad una sostanza appiccicosa che ricopre le foglie e le gemme ad azione protettiva.

L’ontano nero è un albero con fusto dritto o leggermente sinuoso, a volte con diversi fusti, alto 25/30 metri (raramente raggiunge i 40). La chioma densa assume una forma stretta e conica. Cresce rapidamente, specialmente dai 5 ai 10 anni, poi la crescita rallenta. É poco longevo.

La corteccia è bruna, grigia o nerastra, liscia con lenticelle o fessurata verticalmente e a placche. Le foglie sono decidue, di colore verde scuro nella pagina superiore. Sulle nervature a volte si trovano ciuffi di peli. Le foglie appena spuntate e i rametti sono appiccicosi, da cui deriva il nome glutinosa. È una pianta monoica, con presenza di fiori maschili e femminile sullo stesso ramo.

L’ontano riveste un notevole interesse forestale per la sua capacità di adattamento e per la rapidità di crescita. Arricchisce il terreno di azoto, grazie alla presenza di batteri azotofissatori sulle sue radici e, pertanto, ha la capacità di migliorare il terreno.  

È particolarmente utile per gli ecosistemi fluviali di cui consolida le sponde.

 

 

sambuco  

Nome botanico: Sambucus nigra L.
Famiglia: Caprifoliaceae
Nome inglese: Elder

Il nome Sambucus deriva dal greco sambuchè e si riferisce al nome di uno “strumento musicale” tipo flauto costruito con i suoi rami cavi.

Il sambuco è molto diffuso in Italia e in provincia di Salerno, soprattutto negli ambienti montani, nei boschi umidi e sulle rive dei corsi d’acqua. È una pianta alta 3/4 metri. I rami giovani sono verdi mentre quelli più maturi hanno la corteccia bruno cenere; le foglie sono ellittiche con la base cuneata, il margine è dentellato e l’apice termina con un dente acuto. Il fiore è una infiorescenza di colore bianco/giallastro. I frutti sono drupe* nere lucenti con il succo di colore violaceo.

Con i fiori del sambuco, usati anche per i liquori, si fa una tisana che serve come rimedio popolare per il raffreddore, l’influenza, la tosse, l’asma, i reumatismi.

* Drupa: frutto carnoso che quando matura non si apre

 

 

 

 

 

 

 

 

edera   

Nome botanico: Hedera helix L.
Famiglia: Araliaceae
Nome inglese: Ivy

Il nome deriva dal latino hedera, assonante con hadaéreo “aderire” e dal greco helix-ikos “attorcigliamento, spirale”, in riferimento ai fusti che si avvolgono attorcigliandosi.

L’edera è una pianta rampicante perenne. I rami fertili, cioè quelli che portano i fiori, non hanno radici. Le foglie sono coriacee, lobate (spesso a 5 lobi), tranne che nei rami fertili ove sono intere, dal contorno ovale con apice acuto. I fiori presentano cinque petali giallo-verdastri.

Cresce ovunque, prediligendo i luoghi freschi ed ombrosi; striscia sul terreno o si aggrappa ai più disparati sostegni, pur non essendo una pianta parassita, in quanto non assorbe linfa dalle piante cui si abbarbica. Fiorisce da maggio a novembre.

 

vitalba   

Nome botanico: Clematis vitalba L.
Famiglia: Ranunculaceae
Nome inglese: Old Man's Beard

Il nome Clematis vitalba deriva da klèma, oppure da klemàtis, antico nome greco di alcune piante rcmpicanti, e dal latino vitalba, vitis alba “vite bianca”.

La vitalba è una pianta lianosa perenne, con fusto legnoso, leggermente peloso, rampicante, lungo anche oltre 10 metri.

La pianta ha rami marcatamente angolosi e foglie opposte. I fiori sono a sepali* petaloidi giallognoli o bianco verdastri e sono profumati, riuniti in pannocchie. I frutti sono acheni* con coda piumosa.

La vitalba è tossica per la presenza di alcaloidi e saponine che si accumulano soprattutto nelle parti più vecchie. Era utilizzata come violento purgante, poi abbandonata perché la dose terapeutica è assai vicina a quella tossica. Viene usata in cucina utilizzando i giovani germogli primaverili per le frittate.

I mendicanti solevano applicare sulla pelle le foglie contuse per procurarsi piaghe e ulcere tali da suscitare commiserazione (da cui il nome italiano erba dei pezzenti).

*Sepalo: elemento che forma il calice di un fiore con caratteristiche simili a quelle delle foglie

*Achenio: frutto secco indeiscente (che non si schiude) con un solo seme

 

 

 

 

 

 

 

 

ortica

Nome botanico: Urtica dioica L
Famiglia: Urticaceae
Nome inglese: Nettle

Il nome ortica deriva probabilmente dal latino urere “bruciare”, a indicare l’effetto delle sostanze irritanti contenute nei peli. L’epiteto dioica è dovuto al fatto che ha piante che portano fiori maschili e piante che portano fiori femminili.

L’ortica, originaria dell’Asia occidentale e dell’Africa, è una pianta erbacea perenne, oggi diffusa in quasi tutto il mondo, anche nelle regioni con clima temperato.

È usata in cucina come nei prodotti di bellezza, a scopo fitoterapico per le sue note proprietà diuretiche e antinfiammatorie. Si dice anche che sia utile nella lotta contro l’ipertrofia prostatica benigna.